
UniCredit Corporate Banking, un nuovo brand per presentare la nuova organizzazione aziendale di UniCredit Corporate Banking; la Corporate Bank italiana che, grazie alla fusione tra il Gruppo UniCredit e Capitalia, può vantare oggi oltre 100.000 imprese clienti pari a una quota di mercato di circa il 12 per cento.
Una corporate bank dedicata alle aziende con fatturato annuo superiore a 3 milioni di euro.
Al servizio delle aziende lavorano qualificati professionisti responsabili di specifici portafogli di aziende, dotati di forte autonomia decisionale e supportati da specialisti che operano nei presidi di Finanza d’Impresa, Derivati, Estero e Servizi a livello di Regione Commerciale.
La banca è articolata sul territorio in 11 regioni commerciali che coordinano l’attività di 314 filiali e 57 centri estero, cui si aggiungono 6 Aree Large Corporate dedicate a Gruppi ed Imprese con fatturato superiore a € 250 milioni.
Occupa complessivamente 5.700 persone, con oltre 1.500 gestori di relazione che curano quotidianamente il rapporto con le imprese clienti.
A questa rete si affiancano le 5.000 agenzie di UniCredit Banca, Banca di Roma, Bipop Carire e Banco di Sicilia che, attraverso una presenza capillare sul territorio nazionale, consentono lo svolgimento delle operazioni bancarie ordinarie con il vantaggio competitivo della massima prossimità al cliente.
Oltre che attraverso l’erogazione del credito, UniCredit Corporate Banking opera supportando le aziende clienti nei processi di internazionalizzazione, nella ricerca di nuovi sbocchi e nuovi mercati, nella messa a punto e realizzazione di progetti d’innovazione.
Può intervenire con operazioni di finanza straordinaria per consolidare la struttura proprietaria o del capitale. Grazie alla complementarietà delle
reti distributive e delle attività, la nuova aggregazione rappresenta per le imprese italiane un’opportunità in termini di maggiore prossimità, di accresciuta qualità della relazione e di ampliamento della gamma dei servizi offerti.
(Federazione delle Associazioni nazionali dell'industria meccanica)
ANIMA è l'organizzazione industriale di categoria che nel
contesto del sistema di Confindustria rappresenta le aziende della
meccanica varia e affine, un settore che occupa 187.000 addetti
per un fatturato di oltre 34 miliardi di euro ed una quota di
export sul fatturato del 50%.
La Federazione conta più di 1000 aziende associate, le più rappresentative in termini dimensionali e le più qualificate nei rispettivi settori produttivi. Questa annovera al suo interno oltre 60 associazioni rappresentative di specifici settori produttivi e gruppi merceologici.
ANIMA tutela gli interessi dell'industria meccanica in generale, rappresenta e promuove in Italia ed all'estero le aziende e i prodotti, affianca gli associati per quanto riguarda le problematiche di carattere tecnico ed economico ed è quindi il principale riferimento a livello nazionale ed internazionale per le aziende italiane della meccanica varia.
(Unione costruttori macchine edili, stradali, minerarie e affini)
UCoMESA, nata nel 1951 e costituitasi nel 1974 come associazione
autonoma federata all'ANIMA, raggruppa da sempre le più
qualificate e prestigiose aziende italiane produttrici di impianti
e macchine da cantiere, un settore in cui operano quasi 4.000
addetti, con un valore di produzione che nel 2000 ha raggiunto
i 1.130 miliardi e una quota export riferita alla produzione vicina
al 60%.
I soci sono classificati e operano all'interno dell'associazione
in 6 gruppi merceologici di seguito elencati (per ogni gruppo
sono indicate le principali produzioni rappresentate):
- Macchine ed impianti per escavazione, sondaggio, perforazione
e palificazione
- Macchine ed impianti per la preparazione degli inerti
- Macchine ed impianti per produzione, trasporto e messa in opera
del calcestruzzo
- Gru
- Macchine ed impianti per lavori stradali
- Macchine, impianti ed attrezzature varie: prefabbricazione,
produzione materiali da costruzione, prove materiali
L'Assiociazione in questione, rappresentando direttamente 35 imprese
affiliate per una copertura del 60% circa del fatturato di settore,
ramificato nelle 6 filiere industriali indicate, è un punto
di riferimento non solo per gli associati, ma anche per le imprese
che operano nel contesto industriale di riferimento, di cui l'ente
ha effettuato una mappatura di base su 186 soggetti industriali.
Oltre a quanto detto l'ufficio studi di ANIMA, per conto di UCoMESA,
conduce trimestralmente un'analisi congiunturale su un campione
di 75 imprese del settore con le quali tiene regolari contatti.
L'attività di VERONAFIERE è orientata principalmente
al settore B2B, ed affianca l'esercizio di organizzatore diretto
di manifestazioni a quella di quartiere espositivo capace di rispondere,
con versatilità ed efficienza, ad ogni tipo di esigenza
richiesta dal mercato fieristico e congressuale. Nel corso degli
anni si è mirato ad aumentare la gamma dei prodotti, ampliando
il calendario espositivo che, nel 2005, arriverà a quota
32 manifestazioni, di cui 4 all'estero.
Il bilancio di previsione 2005 assume gli obiettivi sia strategici
che di natura economico-finanziaria fissati nel piano industriale
del quinquennio 2004-2008 con l'obiettivo di consolidare la presenza
di Veronafiere nei comparti dell'economia dove si è imposta
come leader (agro-alimentare, edilizia e costruzioni), di estenderla
in quei settori dove ha già ottenuto risultati ampiamente
positivi (settore arredo e design, logistica, formazione, tecnologie
agroalimentari) e di sviluppare altre attività in nuovi
ambiti (ad esempio, tempo libero e benessere).
Per il 2004 a fronte di un fatturato previsto, a inizio anno,
di 48 milioni di euro, al 31 dicembre saranno i 54 milioni (+20%
sul 2001, anno comparabile per tipologia di manifestazioni). Un
risultato positivo che si completa con gli importanti incrementi
delle presenze di operatori, le quali si stima supereranno quota
1 milione (900 mila nel 2003), e di espositori, che passeranno
da 12mila a poco più di 13mila unità.
Il budget previsionale 2005 prevede un fatturato pari a 58,5 milioni
di euro, mentre il risultato operativo dovrebbe attestarsi a 5
milioni e 800 mila euro. Gli investimenti previsti per le acquisizioni
di aree ed i miglioramenti infrastrutturali, dopo i primi 17 milioni
di euro di quest'anno, saranno di 30 milioni.







